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Perchè considerare il Responsive Web Design

11-09-2014

Senza dubbio, avete sentito la frase "web design responsive" molte volte negli ultimi due anni. In sintesi il responsive design si riferisce essenzialmente ad un unico sito web che funziona perfettamente su desktop, tablet e mobile. Come la maggior parte delle aziende probabilmente avete un sito per desktop e un bel sito mobile, quindi  sicuramente non avete dato molto peso alla notizia del responsive design. A dire il vero per molte aziende ci sono questioni molto più pressanti di cui occuparsi e non pensano certo di sostituire un sito desktop e il sioi web mobile per una piattaforma responsive - normalmente dicono; se funziona tutto perchè cambiatlo.

Tuttavia, non è male incominciare a pensare al futuro e ci sono un paio di circostanze da considerare quando si pensa dir consolidare il sito desktop e il sito mobile in un unico sito responsive.

Quali sono i piani per il futuro del vostro sito web?

State già pensando ad una revisione al sito web?

Perchè adottare un approccio responsive?

Con un unico sito responsive si possono facilmente apportare modifiche al volo che si riflettono in tutti i tipi di dispositivi.  Questo dà un controllo più completo sulla progettazione globale del sito web e le sue funzionalità. È importante considerare la diffusione in massa di smarthphone e tablet che secondo alcune ricerche in alcune fasi hanno superato la vendita dei computer. Orami con questi dispositivi è possibile compiere tutte quelle azioni svolte con un computer, in particolare navigare sul web.

Ci sono un sacco di motivi per considerare l'idea responsività molto più di quanto abbiamo elencato qui. Se pensi di essere pronto per iniziare ad esplorare il web design responsive, contattaci.

Responsive Design o mobile version dedicata?

11-04-2014

Alcuni designer sostengono che in determinati casi potrebbe essere ancora consigliabile creare una mobile version separata del proprio progetto piuttosto che privilegiare un approccio basato sul Responsive Design; le opinioni a tal proposito vanno dalle più moderate fino a vere e proprie condanne del Responsive Design, come nel caso del blog di RAAVEL che ha recentemente pubblicato un post dal poco equivocabile titolo: “3 Reasons Why Responsive Design Sucks“.

Si parte da un assunto per il quale il Responsive Design rappresenterebbe la soluzione di un problema del quale non soffre nessuno, per cui una Web application potrebbe essere proposta anche attraverso una release mobile dedicata rendendo il lavoro degli sviluppatori molto più semplice e veloce. La tesi di fondo sarebbe sostenuta da tre argomenti riguardanti:

  1. le aspettative degli utenti: coloro che navigano tramite dispositivi mobili ricercherebbero informazioni diverse rispetto a quelli che effettuano la medesima operazione tramite Pc ( non nel nostro caso vedi stessa pagina sito mobile), in termini di usabilità il semplice adattamento dei contenuti ad aree di visualizzazione differenti non rappresenterebbe quindi una risposta universalmente valida;
  2. la velocità di navigazione: il Responsive Design richiederebbe non di rado il caricamento di elementi non necessari, ciò si tradurrebbe in latenze particolarmente fastidiose nel caso di navigazione in mobilità; versioni ottimizzate per dispositivi diversi costituirebbero invece una soluzione a tale problema;
  3. la complessità in fase di sviluppo: il ricorso a media queries e scripts renderebbe il Responsive Design un approccio maggiormente complesso, a risentirne sarebbe in particolare il codice delle pagine che risulterebbe a causa di ciò più articolato.

Argomentazioni condivisibili in toto? Non necessariamente. Infatti, un’interfaccia ben concepita già in fase di progettazione e un’idea chiara del target di riferimento potrebbero costituire una buona soluzione alle problematiche relative alle diverse utenze di riferimento; nello stesso modo una conoscenza approfondita degli strumenti per il Responsive Design potrebbe ovviare a molti degli aspetti legati a latenze e complessità. In questo senso, la scelta tra il Responsive Design o un approccio basato sulla Device Experience potrebbe rappresentare, più che un problema, un’interessante sfida progettuale.

App native contro web app: quali sono meglio?

25-01-2014

Le app sviluppate in HTML 5 sono meglio di quelle native?

Google, Facebook, Amazon e Twitter hanno già rilasciato versioni delle proprie app in HTML 5 incapsulate all’interno di applicazioni native per iOS e Android. Un fatto che non può essere ignorato. Che differenza c’è fra questi due generi di applicazioni per dispositivi mobili? “ Le app native sono più potenti rispetto alle web app in termini di user experience e possono fare molto perché comunicano in maniera diretta con l'hardware, ma il web sta evolvendo molto velocemente e già rispetto all'anno scorso sono cambiate molte cose. Fra le novità ci sono framework come Phonegap, Titanium o Jquery mobile in grado di creare web app da esportare in applicazioni native.

L’HTML 5 crescerà probabilmente insieme ai tablet” ed è più facile adattare un sito a un dispositivo mobile che creare un’applicazione nativa”.  Sul fronte applicazioni ci sarà una convergenza: le parti meno rilevanti per quanto riguarda la user experience saranno sempre più spesso sviluppate in HTML 5. 

Si comincerà a vedere qualcosa di importante perché i dispositivi mobili sono sempre più usati e la gente comincia ad avere un certo tipo di richieste.

Le app native oggi sono ancora più performanti perché non hanno la barriera del web runtime da affrontare e possono sfruttare direttamente il processore, ma la distanza con le web app è sempre minore . A questo si deve aggiungere che oramai anche per creare un’app per iOS occorre fare cinque o sei ulteriori sviluppi per adattarla ai vari iDevice, mentre le app in HTML 5 si adattano senza  problemi e consentono di creare componenti personalizzati per i vari dispositivi. Inoltre sono sempre aggiornate e non richiedono di passare per il ciclo di approvazione degli store per ogni minimo update.

A vantaggio delle native ci sarebbe un punto chiave: sono più facili da trovare, grazie agli app store. “ Non è così vero oramai gli store sono pieni e non è facile essere inseriti fra le app promosse, mentre nel web ci si può appoggiare ai motori di ricerca. Mancano ancora dei web store, ma iniziano a esserci progetti e si muovono grossi player”, come Mozilla che ha iniziato una battaglia contro il lock-in delle varie Apple, Google, Microsoft e Amazon. “ La domanda da porsi è se queste aziende permetteranno che ci sia un web store dove lo sviluppatore più distribuire la propria app multi-piattaforma senza pagare alcuna percentuale agli store dei grossi vendor ”. Anche perché, per una questione di marketing, certi brand non possono pensare di non essere presenti sugli store. Le app sviluppate in HTML 5 sono meglio di quelle native?

A favore delle app native c’è ancora un grosso settore: “Per quanto riguarda il gaming spinto non si può pensare di usare né HTML 5 né flash e lo stesso vale per applicazioni che hanno necessità di comunicare in maniera nativa con altri dispositivi come lettori a barre anche se nella maggior parte dei casi le app enterprise possono essere più produttive se sviluppate in HTML 5”.

 

Come smartphone e tablet stanno cambiando paid search e mobile marketing

07-10-2013

Il mondo in cui viviamo è sempre più connesso, always-on, e a causa della rapidissima proliferazione di smartphone e tablet sta cambiando il modo in cui i consumatori interagiscono con i brand, usano i media e decidono i propri acquisti.

Chi saprà intercettare questo trend e capirne le implicazioni, adattando di conseguenza le strategie di marketing, potrà conquistare la fiducia dei consumatori. È una rivoluzione nel Digital Advertising, poiché chi usa dei device mobile può cercare, acquistare e condividere prodotti e servizi ovunque si trovi e in qualsiasi momento.

Come fare a capire se è necessario un investimento in questo ambito e quanto budget andrebbe stanziato per questi canali emergenti? Scopriamolo con l’aiuto del report annuale della Marin Software, dedicato al Mobile Search Advertising nel mondo.

Lo scenario che sta emergendo è piuttosto distante da quello pre-smartphone: nella nuova realtà, le barriere fra commercio online e offline si stanno sgretolando.

 

Le persone, infatti, controllano le recensioni online e confrontano i prezzi di un prodotto mentre si trovano nel negozio che vende lo stesso prodotto. I dati raccolti nel report riguardano tutti i principali settori industriali e i brand che hanno investito complessivamente 5 miliardi di dollari in un anno nella paid search. Grazie alle differenze tra i principali mercati (statunitense, europeo e resto del mondo) possiamo verificare l’impatto sui click a pagamento generato da smartphone e tablet, dispositivi che impongono un cambio di prospettiva per i marketer e per chi vuole promuovere il proprio brand con annunci PPC.

Nel corso del 2012, come si evince dall’immagine, la percentuale dei click dalla paid search provenienti da device mobile è passato dall’14,2% al 23,4%, mentre il budget investito in annunci per il mobile ha raggiunto il 18,4%, salendo in un solo anno dell’85%.

Per capire in che modo possono esserci utili questi dati è opportuno considerare le differenze fra una ricerca effettuata da un computer tradizionale e una effettuata via mobile: smartphone e tablet hanno un display di dimensioni ridotte e quindi minor spazio dedicato agli annunci sulla pagina. Nonostante ciò, tutti i dati del report della Marin Software confermano che gli utenti che navigano in mobilità sono più propensi a cliccare i risultati sponsorizzati rispetto agli altri, come indicato dal grafico sul Click Through Rate (CTR) medio in base ai device adoperati.

Gli annunci sponsorizzati nelle ricerche sono cliccati da utenti su smartphone e tablet con percentuali rispettivamente del 107% e del 37% rispetto agli utenti desktop.

Inoltre il Cost Per Click (CPC) su smartphone e tablet è molto più basso del costo su desktop (in particolare, i click da smartphone sono più convenienti del 36%), una ragione ulteriore per dedicare risorse agli annunci specifici per ricerche mobile.

Infine va aggiunto che alcune conversioni che avvengono grazie agli smartphone sono difficili da tracciare, perché gli utenti completano l’acquisto direttamente in negozio, oppure usano un’app per lo shopping online che rende il tracciamento della conversione molto più complesso e opaco.

Nonostante la crisi economica, il 2012 è stato un buon anno per la mobile search in Europa. Basti pensare che a dicembre smartphone e tablet hanno generato il 24,4% di tutti i click a pagamento in Inghilterra e il 14,5% nel resto dell’Eurozona. I budget stanziati per gli annunci sono cresciuti a un ritmo ancora più sostenuto, dal 9,94% al 19,32% in Uk e dal 4,80% all’11,80% negli altri paesi europei, il 146% in più in un anno di risorse usate per la paid search diretta al mobile.

Le performance nel nostro continente non sono molto dissimili da quelle osservate negli Usa, in termini di confronto CTR fra device diversi (sono gli smartphone a farla da padroni con una percentuale di crescita del 5,87% in UK e del 4,78% nell’Eurozona), mentre è interessante il dato sui tassi di conversione, perché i tablet stanno per raggiungere i pc desktop e quindi sembrano particolarmente adatti per stimolare gli acquisti online degli utenti.

 

Sette utili consigli per fare funzionare (meglio) il vostro e-commerce

07-10-2013

I comuni e-commerce ricevono solo il 40-50% di traffico utenti sulla homepage, il restante va alle pagine di categoria o di prodotto. Le pagine di prodotto sono quindi una parte importante del vostro business e-commerce e le informazioni e la presentazione di queste ultime possono influenzare la decisione di acquisto dei clienti. Vi proponiamo per questo motivo 7 consigli utili e indispensabili per avere delle efficaci pagine di prodotto e per migliorare l'usabilità e la SEO:

1-  Immagini di qualità: anche se il marchio del prodotto che state vendendo alta_qualit_foto_ecommerce.jpgè conosciuto ed è reperibile ovunque ricordatevi che è buona regola mostrare immagini di alta qualità; questo influenza la decisione di acquisto del potenziale cliente e migliora la qualità del vostro sito.
 
2- Scegliere con cura il titolo del prodotto: è molto importante inserire e assicurarsi che sia univoco il “titolo” del prodotto ( tag <title>) poiché non solo è il modo principale di comparire come risultato in una ricerca di Google, ma anche perché questo genera l’URL della pagina del prodotto. Molto importanti per l’indicizzazione di Google sono anche le keywords che descrivono il prodotto, includete sempre: modello, colore, dimensioni e tutto ciò che contraddistingue il vostro prodotto.
 
3-Descrizione sintetica ma efficace: sfruttate la possibilità di rispondere efficacemente in 2-3 righe alla domanda che il cliente si pone “perché comprare su questo sito?”. E’ sostanzialmente l'unico testo che descrive il vostro sito, siate concisi ma d’impatto.
 
4- Descrizione del prodotto: evitate il copia e incolla della descrizione del prodotto da altri siti e-commerce e puntate ad elaborarne una unica e coinvolgente. La descrizione è molto importante per gli acquirenti che sono interessati alla vostra proposta e per le SEO; meno comune è la vostra descrizione e migliore sarà il posizionamento del vostro prodotto sui motori di ricerca.
 
5-  Utilizza i video : Un altro ottimo strumento SEO è quello di incorporare nei siti i video. Inserire dei video nelle pagine dei prodotti (attinenti con la categoria del prodotto) attrae e incuriosisce l’utente. I video devono essere brevi e magari mirati a esplicare sinteticamente alcune peculiarità del prodotto nella pagina. Attenzione: fate sempre attenzione a non incorporare sul vostro sito video con citazioni o rimandi ad altri e-commerce, altrimenti il vostro lavoro servirà solo a dirigere il traffico utenti sul sito concorrente.
 
6- Attenzione al keyword stuffing : assicuratevi, quando compilate tutti gli elementi di una pagina web, di non esagerare nel ripetere la stessa parola. Non vi servirà infatti a guadagnare migliore visibilità poiché questo comportamento è interpretato dai motori di ricerca come un tentativo di manipolare il posizionamento del vostro sito. Questa pratica pertanto è malvista e può penalizzare il vostro e-commerce.
 
7-  Enfatizzate il testo: sia per la descrizione del prodotto che per quella delle sue caratteristiche, gli editor  WYSIWYG permettono l’utilizzo del grassetto, del corsivo e del sottolineato. Enfatizzare il testo, risaltando parole e frasi chiave facilita la comprensione del testo e aiuta la concertazione. Anche in questo caso ricordatevi di non esagerare!