Differenza tra indicizzazione, posizionamento e ottimizzazione

28-10-2018

Differenza tra indicizzazione, posizionamento e ottimizzazione

I tre termini non sono sinonimi, ognuno ha un preciso significato e richiede azioni specifiche. Vediamo come indicizzare, posizionare ed ottimizzare le pagine del sito web.

È facile confondersi, ma conviene chiarire ogni dubbio. Altrimenti si rischia di non comprendere i servizi offerti da un'agenzia web e le diverse complessità tra le varie funzioni

Indipendentemente da quale sia l'obiettivo che si vuole raggiungere con il sito web, questo deve essere indicizzato, posizionato ed ottimizzato. In altre parole deve essere indicizzato correttamente, posizionato il più in alto possibile tra i risultati del motore di ricerca ed ottimizzato in modo da facilitare la scalata alla prima pagina su Google.

Indicizzazione

Per indicizzazione si intende l’inserimento di un sito internet e di tutte le sue pagine nel database di un motore di ricerca (ad esempio Google).

In altre parole, l'indicizzazione è la segnalazione dell'esistenza del proprio sito web ai motori di ricerca. È sufficiente andare nelle pagine dedicate a questo servizio dai motori di ricerca ed indicare che il sito non compare tra i risultati.

Prendiamo il caso del motore di ricerca più usato al mondo: Google. Per indicizzare un sito web basta accedere alla sezione "Aggiunta/Rimozione di un URL", inserire l'indirizzo che si vuole indicizzare ed una breve descrizione. 

Nella maggior parte dei casi le pagine web vengono indicizzate naturalmente con il trascorrere del tempo dai cosiddetti “bot” di Google, che scansionano il web alla ricerca di nuove pagine ed aggiornamenti da inserire nell'indice. 

Va detto che avere un sito web indicizzato non vuol dire essere presente nella prima pagina dei motori di ricerca, ma significa semplicemente che è trovabile.

Posizionamento

Il posizionamento di una pagina web è la sua posizione nei risultati di ricerca per una determinata parola chiave

Un buon posizionamento è fondamentale se si vuole aumentare la visibilità del sito internet e, di conseguenza, ottenere più traffico, più contatti e nuovi clienti. 

Per determinare il posizionamento delle pagine web del sito internet, i motori di ricerca utilizzano un algoritmo che comprende moltissimi fattori

L'obiettivo dei motori di ricerca è quello di restituire una lista che veda in cima i siti che meglio di altri trattano temi riguardanti le parole cercate dall'utente. Se si vuole avere un buon posizionamento delle pagine web per determinate parole chiave, bisogna tenere bene a mente il loro punto di vista. 

Il posizionamento è un risultato autonomo, derivante dall'indicizzazione e dall'ottimizzazione. Per migliorarlo, bisogna mettere in atto un processo di ottimizzazione.

Ottimizzazione

Ottimizzare un sito web per i motori di ricerca vuol dire svolgere l'attività SEO (Search Engine Optimization)

Abbiamo già parlato dell'utilità della SEO e l'importanza dell'essere in prima pagina.  In linea generale, Google cerca di premiare i siti che propongono contenuti web approfonditi, con dei link in entrata ed uscita, facilmente fruibili da dispositivi mobili e con un'alta velocità di caricamento della pagina.

L'ottimizzazione è un’attività che consente di migliorare la qualità di un sito ed è utile per generare traffico di alta qualità e farsi trovare da potenziali clienti.

Non seguire precisamente tutte le buone regole della SEO, ma cerca di trovare il giusto equilibrio tra avere un sito ottimizzato ed essere user-friendly. Mettiti nei panni dei tuoi clienti attuali e potenziali e cerca di impressionare i visitatori del sito web, in modo che tornino per chiedere un preventivo.

 

 

 

Responsive Search Ads: il nuovo formato di annunci intelligenti

28-10-2018

Responsive Search Ads

Google ha introdotto un nuovo modo di mostrare gli annunci pubblicitari, il più personalizzati e pertinenti per il proprio pubblico di riferimento.

Siamo diventati dei consumatori curiosi ed esigenti, che non sopportano il modo tradizionale di subire la pubblicità. Le inserzioni dei brand, per essere efficaci, devono coinvolgere ed essere rilevanti. Questo significa che le aziende si devono impegnare per creare un'ampia varietà di annunci, se vogliono conquistare i potenziali clienti contemporanei.

Proprio per questi motivi Google ha introdotto un nuovo modo di realizzare campagne pubblicitarie online: i Responsive Search AdsQuesto nuovo formato permetterà alle aziende inserzioniste di combinare titoli e descrizioni di più annunci che verranno poi testati ed ottimizzati automaticamente.   

Come funzionano i Responsive Seach Ads?

Con i Responsive Search Ads, Google cambia automaticamente diverse headline (titoli) e descrizioni degli annunci, in base alle performance rilevate.

Grazie al machine learning di Google verranno mostrati agli utenti le combinazioni più attinenti alla loro ricerca e di conseguenza ottenendo migliori risultati dalle campagne di search advertising.

Con i responsive search ads sarà possibile utilizzare contemporaneamente un minimo di 3 headlines e 2 descrizioni, fino ad un massimo di 15 titoli e 4 descrizioni. Una volta create headline e descrizioni, AdWords mostrerà automaticamente le varie combinazioni mostrando maggiormente quelle che ottengono risultati migliori. 

Le aziende inserzioniste dovranno prestare maggiore attenzione alle varie combinazioni tra i titoli e le descrizioni, che verranno create automaticamente da Google, affinché non compromettano il senso del messaggio pubblicitario. Per questo motivo viene data la possibilità di fissare titoli e descrizioni in posizioni specifiche.  Ovviamente in questo modo si riducono le combinazioni e la possibilità di diversificare l'annuncio pubblicitario. 

 

 

 

Perchè considerare il Responsive Web Design

11-09-2014

Senza dubbio, avete sentito la frase "web design responsive" molte volte negli ultimi due anni. In sintesi il responsive design si riferisce essenzialmente ad un unico sito web che funziona perfettamente su desktop, tablet e mobile. Come la maggior parte delle aziende probabilmente avete un sito per desktop e un bel sito mobile, quindi  sicuramente non avete dato molto peso alla notizia del responsive design. A dire il vero per molte aziende ci sono questioni molto più pressanti di cui occuparsi e non pensano certo di sostituire un sito desktop e il sioi web mobile per una piattaforma responsive - normalmente dicono; se funziona tutto perchè cambiatlo.

Tuttavia, non è male incominciare a pensare al futuro e ci sono un paio di circostanze da considerare quando si pensa dir consolidare il sito desktop e il sito mobile in un unico sito responsive.

Quali sono i piani per il futuro del vostro sito web?

State già pensando ad una revisione al sito web?

Perchè adottare un approccio responsive?

Con un unico sito responsive si possono facilmente apportare modifiche al volo che si riflettono in tutti i tipi di dispositivi.  Questo dà un controllo più completo sulla progettazione globale del sito web e le sue funzionalità. È importante considerare la diffusione in massa di smarthphone e tablet che secondo alcune ricerche in alcune fasi hanno superato la vendita dei computer. Orami con questi dispositivi è possibile compiere tutte quelle azioni svolte con un computer, in particolare navigare sul web.

Ci sono un sacco di motivi per considerare l'idea responsività molto più di quanto abbiamo elencato qui. Se pensi di essere pronto per iniziare ad esplorare il web design responsive, contattaci.

Responsive Design o mobile version dedicata?

11-04-2014

Alcuni designer sostengono che in determinati casi potrebbe essere ancora consigliabile creare una mobile version separata del proprio progetto piuttosto che privilegiare un approccio basato sul Responsive Design; le opinioni a tal proposito vanno dalle più moderate fino a vere e proprie condanne del Responsive Design, come nel caso del blog di RAAVEL che ha recentemente pubblicato un post dal poco equivocabile titolo: “3 Reasons Why Responsive Design Sucks“.

Si parte da un assunto per il quale il Responsive Design rappresenterebbe la soluzione di un problema del quale non soffre nessuno, per cui una Web application potrebbe essere proposta anche attraverso una release mobile dedicata rendendo il lavoro degli sviluppatori molto più semplice e veloce. La tesi di fondo sarebbe sostenuta da tre argomenti riguardanti:

  1. le aspettative degli utenti: coloro che navigano tramite dispositivi mobili ricercherebbero informazioni diverse rispetto a quelli che effettuano la medesima operazione tramite Pc ( non nel nostro caso vedi stessa pagina sito mobile), in termini di usabilità il semplice adattamento dei contenuti ad aree di visualizzazione differenti non rappresenterebbe quindi una risposta universalmente valida;
  2. la velocità di navigazione: il Responsive Design richiederebbe non di rado il caricamento di elementi non necessari, ciò si tradurrebbe in latenze particolarmente fastidiose nel caso di navigazione in mobilità; versioni ottimizzate per dispositivi diversi costituirebbero invece una soluzione a tale problema;
  3. la complessità in fase di sviluppo: il ricorso a media queries e scripts renderebbe il Responsive Design un approccio maggiormente complesso, a risentirne sarebbe in particolare il codice delle pagine che risulterebbe a causa di ciò più articolato.

Argomentazioni condivisibili in toto? Non necessariamente. Infatti, un’interfaccia ben concepita già in fase di progettazione e un’idea chiara del target di riferimento potrebbero costituire una buona soluzione alle problematiche relative alle diverse utenze di riferimento; nello stesso modo una conoscenza approfondita degli strumenti per il Responsive Design potrebbe ovviare a molti degli aspetti legati a latenze e complessità. In questo senso, la scelta tra il Responsive Design o un approccio basato sulla Device Experience potrebbe rappresentare, più che un problema, un’interessante sfida progettuale.

App native contro web app: quali sono meglio?

25-01-2014

Le app sviluppate in HTML 5 sono meglio di quelle native?

Google, Facebook, Amazon e Twitter hanno già rilasciato versioni delle proprie app in HTML 5 incapsulate all’interno di applicazioni native per iOS e Android. Un fatto che non può essere ignorato. Che differenza c’è fra questi due generi di applicazioni per dispositivi mobili? “ Le app native sono più potenti rispetto alle web app in termini di user experience e possono fare molto perché comunicano in maniera diretta con l'hardware, ma il web sta evolvendo molto velocemente e già rispetto all'anno scorso sono cambiate molte cose. Fra le novità ci sono framework come Phonegap, Titanium o Jquery mobile in grado di creare web app da esportare in applicazioni native.

L’HTML 5 crescerà probabilmente insieme ai tablet” ed è più facile adattare un sito a un dispositivo mobile che creare un’applicazione nativa”.  Sul fronte applicazioni ci sarà una convergenza: le parti meno rilevanti per quanto riguarda la user experience saranno sempre più spesso sviluppate in HTML 5. 

Si comincerà a vedere qualcosa di importante perché i dispositivi mobili sono sempre più usati e la gente comincia ad avere un certo tipo di richieste.

Le app native oggi sono ancora più performanti perché non hanno la barriera del web runtime da affrontare e possono sfruttare direttamente il processore, ma la distanza con le web app è sempre minore . A questo si deve aggiungere che oramai anche per creare un’app per iOS occorre fare cinque o sei ulteriori sviluppi per adattarla ai vari iDevice, mentre le app in HTML 5 si adattano senza  problemi e consentono di creare componenti personalizzati per i vari dispositivi. Inoltre sono sempre aggiornate e non richiedono di passare per il ciclo di approvazione degli store per ogni minimo update.

A vantaggio delle native ci sarebbe un punto chiave: sono più facili da trovare, grazie agli app store. “ Non è così vero oramai gli store sono pieni e non è facile essere inseriti fra le app promosse, mentre nel web ci si può appoggiare ai motori di ricerca. Mancano ancora dei web store, ma iniziano a esserci progetti e si muovono grossi player”, come Mozilla che ha iniziato una battaglia contro il lock-in delle varie Apple, Google, Microsoft e Amazon. “ La domanda da porsi è se queste aziende permetteranno che ci sia un web store dove lo sviluppatore più distribuire la propria app multi-piattaforma senza pagare alcuna percentuale agli store dei grossi vendor ”. Anche perché, per una questione di marketing, certi brand non possono pensare di non essere presenti sugli store. Le app sviluppate in HTML 5 sono meglio di quelle native?

A favore delle app native c’è ancora un grosso settore: “Per quanto riguarda il gaming spinto non si può pensare di usare né HTML 5 né flash e lo stesso vale per applicazioni che hanno necessità di comunicare in maniera nativa con altri dispositivi come lettori a barre anche se nella maggior parte dei casi le app enterprise possono essere più produttive se sviluppate in HTML 5”.

 

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